giovedì 4 maggio 2017
HF... un buon alimentatore conta!
Parecchi mesi fa si è bruciato l'alimentatore che avevo acquistato, quando ho fatto la patente, assieme al Ts-50. Dopo invani tentativi di intervento per la riparazione mi sono messo a cercare sui vari negozi di apparecchiature radioamatoriali.
Un buono switching pensato per questa particolare applicazione costa almeno 80€, se ne trovano di vari marchi (telecom, lafayette, diamond,...) ma l'impressione è che sia sempre lo stesso prodotto "made in china/taiwan" rimarchiato.
Il sogno sarebbe un vero e proprio stabilizzato ma verrebbe a costare parecchie centinaia di €, senza considerare che visto il livello della mia stazione sarebbe quantomeno sprecato.
L'altra sera in sezione è passato un OM che di elettronica ci capisce non poco il quale se ne è uscito con una frase che mi ha colpito "ormai gli switching cinesi da pochi euro hanno raggiunto un buon livello qualitativo". Parliamo dei classici naked che non hanno nè prese nè strumenti.
Molti OM li usano già da parecchio per i veicolari VHF/UHF FM, ma le HF sono molto sensibili da questo punto di vista. Penso però che vista la spesa si può provare.
Detto fatto. La radio che richiede la maggior corrente che ho è proprio il vecchio Kenwood Ts-50 (18 A a 100W); considerando che è noto che questi alimentatori soffrono se portati vicino al limite opto per un 30A: il costo è di soli 16€ (alla fine pagato 6 grazie ad una promozione di PayPall).
Appena arrivato lo metto alla prova:
Alimento il TS-50 con batteria e bocchettone antenna staccato; spazzolo sulle bande per esser sicuro che non ci sia nelle vicinanze qualche altra fonte di QRM:
La radio è silenziosissima e l'S-meter non si muove.
Poi passo a collegare la radio al nuovo alimentatore e rilevo questo QRM:
3,5 Mhz = S0 con pochissimo ronzio audio
7 Mhz = S4 con ronzio audio insistente
14 Mhz = S6 con gran ronzone audio
21 Mhz = S4 con ronzio audio insistente
28 Mhz = S0 con poco ronzio audio
L'ultimo test l'ho fatto con la radio alimentata a batteria e l'alimentatore comunque acceso, questo permette di capire se il QRM viene tirato dentro dal cavo 12V o viene irradiato dai circuiti dell'alimentatore (il mio vecchio modem internet aveva un piccolo alimentatore che mi creava 2 punti di rumore su tutto lo spettro HF).
Con questa configurazione l'S-meter non si muove dallo 0 in tutte le bande ma attorno ai 20 metri c'è sempre un po' di disturbo audio.
Proverò con qualche ferrite e qualche altro escamotage sperando di migliorare la situazione di cui sopra; altrimenti questo alimentatore verrà impiegato solo per il tm-d710.
sabato 15 aprile 2017
alimentazione per ogni occasione!

Per dare corrente al KX3 ho modificato svariate volte il cavetto originale elecraft.
Inizialmente avevo messo le classiche bananine poi, visto che la satoletta di derivazione 12V che avevo costruito pesa quanto la radio, sono giunto alla conclusione che non fosse proprio una soluzione ottimale. Così mi sono limitato a mettere un volgarissimo mammut a cui di volta in volta, cacciavite alla mano, collegavo uno spezzoncino di cavo con il connettore idoneo (faston per batterie al Pb, XT60 per le Lipo, bananine per gli alimentatori, coccodrillini per le cose arrabattare al volo).
Ma anche questa non era una soluzione ottimale.
Ho preso in simpatia il connettore XT60 anche se ho, per ripetute sfighe e guasti con questo sistema, abbandonato le comodissime batterie LiPo; con questo connettore non è possibile per sbaglio invertire la polarità (cosa non scontata col sistema mammut), si possono connettere e sconnettere rapidamente senza cacciavite ed inoltre sopportano dei discreti amperaggi quindi può essere utilizzato anche in sistemi non QRP.Unico difetto è che sono di difficilissima reperibilità. Dal solito fornitissimo negozio di componenti non ne hanno. Volendo nei negozi di modellismo si trovano ma a prezzi stratosferici.
Vengono in aiuto i vari siti cinesi che vendono di tutto.
Ho saldato al cavo di alimentazione del KX3 il connettore XT60 maschio così da poterci eventualmente connettere direttamente una batteria con questo connettore.
Ho poi preparato vari cavetti con il connettore femmina da usare come adattatore:
-Bananina
-Coccodrilli (in realtà questo è di recupero da un caricabatterie guasto)
-Accendisigari (questo ha anche un fusibile da 5A ed un led che ne indica il funzionamento)
Il tutto, assieme al cavetto Elecraft, sta in una picolissima scatoletta Ikea che è finita nel set operatività del KX3. Questo dovrebbe aiutarmi a non ritrovarmi più nella triste situazione di poche sere fa... anche se la mia capacità di dimenticare cose supera ogni limite.
Alla fine il kit KX3 è così composto:
A SINISTRA
-Valigia stagna HPRC: dove solitamente sta il KX3
A DESTRA
-Sotto c'è la scatola leggera che utilizzo solo per SOTA o situazioni in cui c'è da minimizzare al massimo il peso (vedi articolo)
-Al centro un piccolo box con microfono e piccoli cavi RF (SMA-BNC per il modulo 144 Mhz, cavetto BNC-BNC in RG-174, codino cortissimo BNC-PL con barilotto in RG-58)
-Sopra la scatoletta con il kit di oggi
Ovviamente "l'idea" non è valida solo per il KX3 ma per tutte le stazioni QRP (ma non solo) e magari anche per l'utilizzo in varie situazioni di apparati veicolari bibanda utilizzati a potenze medio-basse.
giovedì 13 aprile 2017
non tutti i mali vengono per nuocere
Carico la macchina e parto.
Monto palo, antenna, cavo e non vedo l'ora di tirare fuori il KX3 dal letargo.
Improvvisamente mi rendo conto di aver dimenticato a casa la batteria. Non ne faccio un dramma, mi collegherò direttamente a quella dell'auto; tanto con quello che consuma il piccoletto non se ne accorge neanche.
Comincio a frugare nello zaino e ricordo: i cavi per collegare la radio alla batteria sono... di fianco alla batteria, a casa.
Un po' sconsolato (per non dire proprio incazzato) smonto tutto. Apro la birretta che avevo portato e mando ad un paio di altri OM la foto dell'antenna con scritto "già smontato, ho dimenticato la batteria, vado a casa" in pochissimi secondi arriva la risposta da Martino IU2IJW (neo patentato dall'ultimo corso) "prendo la batteria e arrivo in soccorso!"
Ricomincio da capo: palo, staffa, antenna, cavo. Martino ha portato la batteria e lo Yaesu ft-450. Era la radio che desideravo quando ho fatto la patente, poi ho trovato una super offerta per un vecchissimo ts-50 ed ho preso quello lasciandomi convincere dalla indole kenwoodista. Ma l' ft-450 è rimasta una delle poche giapponesi non Kenwood su cui mi sarebbe tanto tanto piaciuto mettere le mani, e Martino lo sapeva benissimo.
Mentre facevamo collegamenti per lo IAC 50Mhz ci ha raggiunto anche ODU, poi siamo passati in HF dove a parte 2 collegamenti per il diploma dei 90 anni di ARI non abbiamo fatto altro se non aver perso la voce per tentare di collegare il Costa Rica e Canada che arrivavano piuttosto bene in 18 e 20 metri.
Da quel piazzale in HF non ci abbiamo mai fatto nulla nonostante le tante notti passate a tirare filari e fare chiamate anche con 100W ed antenne che altrove hanno fatto miracoli con potenze ben inferiori. E' già stato tanto collegare questa sera ARI Aosta in 80m. Ci metterei un bel cartello per avvisare tutti gli altri radioamatori "DA QUESTO PARCHEGGIO NON SI RIESCE A FARE NESSUN DX IN HF".
Comunque una serata in compragnia di altri OM è sempre piacevole... e finalmente ho potuto girare i pomelli del 450!
giovedì 15 dicembre 2016
IAC 2016: il resoconto
![]() |
| 144Mhz - 9el Tonna - Colma di Sormano - JN45OV |
Con questa settimana si è concluso per il 2016 l'Italian Activity Contest.
Un contest che abbiamo cominciato il 5
gennaio con più di un dubbio e con l'idea di partecipare solo alla
categoria 144 ma che ci ha fin da subito conquistato al punto da convincerci essere
presenti anche alla categoria 432.
La nostra scelta, eroica ma obbligata a
causa di mancanza di un QTH fisso adeguato, è stata quella di
partecipare sempre in portatile.
Questo ha influito non poco sul
“sacrificio” richiesto per esserci, quasi sempre, il primo e
secondo martedì del mese. Abbiamo montato e smontato antenne con la
neve, la pioggia, il vento, il temporale. Anche quando voleva dire
mangiare un panino al volo mentre si guidava verso la postazione
prescelta perché si ha fatto tardi e rientrare a casa dopo
mezzanotte, fare una doccia al volo e puntare la sveglia alle 5
(locali, non UTC) per tornare al lavoro l'indomani mattina.
Ma perché questo IAC ci è piaciuto
tanto? Perché è uno degli ultimi baluardi dell'HAM Spirit, ovvero
della gentilezza e spirito di cooperazione che dovrebbe
caratterizzare il mondo radioamatoriale ma che è ormai difficile da
trovare. Le stazioni on-air sono abbastanza numerose ma c'è posto
per tutti. Le odiose stazioni che creano disturbo su tutta la banda
usando potenze spropositate sono davvero poche poche ed i
partecipanti sono sempre molto gentili e simpatici.
![]() |
| 432Mhz - 2x10 Fracarro + 12el. cross - Monte Barro - JN45QT |
Lo IAC ci ha anche aiutato ad evolverci come contester. Siamo partiti alla vecchia maniera, senza aiuti,
cercando le stazioni semplicemente girando il VFO. Abbiamo poi pian
piano cominciato ad abbandonare le nostre antipatie verso i DX
cluster per poi approdare alle chat on-line per accordarsi sugli
skeed . Siamo anche riusciti a sperimentare l'airplane-scatter
(programma che da informazioni sul passaggio di aerei di linea che
possono essere sfruttati come superficie di riflessione del segnale
tra due stazioni che altrimenti son potrebbero sentirsi).
Come siamo messi in classifica? Non lo
so e, sinceramente, neanche mi interessa.
Ciò che mi interessa, oltre al
divertimento personale, è la maggior conoscenza della propagazione
nelle bande dei 2m e 70cm che è maturata in questo anno di uscite.
A lato classifica sezioni sono invece
bel felice di aver contribuito a far sapere in giro che ARI Lecco non
è una sezione fantasma, abbiamo fatto vedere che esistiamo e siamo
attivi anche su questo fronte.
![]() |
| 144Mhz - 10 el Diamond - Cornizzolo - JN45pt |
Un'ultima frase per ringraziare Alfredo IK2FTB, manager del contest. Con l'invio del primo log di dicembre è arrivata una mail nella quale annuncia di aver lasciato questo ruolo a causa della grande mole di lavoro che ne deriva. Pare che i partecipanti allo IAC siano in aumento e non riesce più a star dietro al gran numero di log che gli vengono inviati.
Sempre puntuale nei chiarimenti
riguardo al regolamento e particolarmente tollerante anche quando c'è
stato qualche ritardo nell'invio dei log.
Grazie per aver tenuto in piedi fino ad
oggi “la baracca”!
A risentirci il 3 gennaio per il primo
appuntamento dello IAC 2017!
venerdì 9 dicembre 2016
tristemente 1° classificato
Mi è arrivato oggi l'attestato di partecipazione al contest QRP Leonessa d'Italia organizzato dalla sezione ARI di Brescia.
Il contest è -credo- l'unico in Italia dedicato al QRP HF e si svolge in settimana, la sera, nelle bande dei 40-80m e da quest'anno anche in 20 (aggiunta che dovrebbe agevolare la partecipazione anche a stazioni non dotate di antenne per le bande basse).
Ho fatto il contest da casa accordando i soliti due fili fuori dalla finestra, per cui in condizioni operative quantomeno pietose; ma già chiamando e girando il VFO avevo capito che la partecipazione non è stata particolarmente alta. Anzi, sebbene la propagazione ci abbia messo del suo il silenzio era incredibile tanto sull'etere quanto sul cluster. Comunque ho optato per la categoria CW così da aumentare la mia poca dimestichezza con la telegrafia.
A fine serata ho chiuso il log con solo 2 QSO. Il primo in 40m con uno spagnolo che probabilmente del contest neanche ne sapeva niente ed un'altro in 80 proprio con ARI Brescia (che ascoltavo anche in 40 ma che non sono riuscito a collegare).
L'anno scorso in portatile fonia qualche collegamento in più l'avevamo fatto.
La cosa che mi ha lasciato di stucco aprendo l'attestato di partecipazione è quello che c'è scritto:
"1° CLASSIFICATO NELLA CATEGORIA CW"
Tristezza. Anche se non ho ancora visto le classifiche ho la sensazione che avrebbero potuto scrivere "UNICO partecipante alla categoria CW"... spero di vedere pubblicati i risultati e di costatare che c'era qualcun'altro. Ma dubito che qualcuno sia riuscito a far peggio di 2 QSO.
Per la sezione fonia/mix non saprei; ma non credo ci siano stati molti partecipanti.
Ho ascoltato parecchio IQ2CF chiamare in SSB senza ricevere risposta.
Colpa della strana scelta di proporre un contest la sera in settimana? Non credo; anzi, essendo rara attività di questo tipo dovrebbe attirare le stazioni che al sabato/domenica preferiscono fare altro rispetto allo stare dietro alla radio. Banalmente anche solo fare due chiamate dopo cena non sono cosa impegnativa.
Colpa del QRP? probabile; gli entusiasti della bassa potenza sono pochi e spesso disturbati da stazioni che pompano Watt ben oltre i limiti consentiti dalla legge. C'è più gente con la canna da pesca sul tetto e l'ampli in stazione che radioamatori che cercano altre soluzioni per farsi sentire (ignorando il fatto che oltre che farsi sentire, bisogna anche riuscire ad ascoltare) e che si accontentano dei collegamenti donati dalla dea propagazione.
L'idea che non valga neanche la pena il tentativo di abbassare la potenza in uscita dai soliti 100W (se non 500-1000 o più) a 5 per vedere cosa si può fare è triste. Eppure scommetto che molti sarebbero sorpresi. Specie quei radioamatori che hanno parchi antenne di tutto rispetto.
Se almeno per una sera all'anno tutti gli abituali partecipanti ai contest HF provassero a stare a questo gioco potremmo scoprire come è bello fare tanti collegamenti senza il caos creato dagli sblatteri delle "big gun" che sparano fuori potenze assurde. Divertendosi tutti, allo stesso modo.
Spero che ARI Brescia non decida di abbandonare questo contest che può essere un bel punto di ritrovo annuale per gli appassionati italiani del QRP in HF.
venerdì 11 novembre 2016
on-air col DMR
Non ho mai avuto interesse nei modi
digitali in HF; ho sempre però guardato con ammirazione i sistemi
per V/UHF diffusisi negli ultimi anni... non tanto dal punto di vista
“ludico” ma per i loro indubbi vantaggi durante i servizi di
assistenza a gare od in ambito ARI-RE.
Inizialmente, quando io muovevo i primi
passi nel mondo radioamatoriale, si stava diffondendo il D-Star;
allora era l'unico in campo HAM ed in sezione ha subito preso piede
visto che permette di fare parecchie cose interessanti specie se lo
si collega ad un computer con accoppiato al famoso software D-Rats.
Io dal D-star sono sempre stato fuori
dato che per sperimentare il sistema bisogna acquistare
obbligatoriamente una costosa Icom e dato anche che quando l'ho usato
tramite apparati presi in prestito dalla sezione l'ho trovato poco
intuitivo e molto macchinoso da usare.
Poi è arrivato il C4FM di Yaesu che
hanno sperimentato in due o tre in sezione... ma è arrivato tardi in
un mondo monopolizzato da Icom e quindi è stato praticamente
ignorato da tutti.
Ora pare si stia assistendo ad una
rivoluzione che arriva dall'esterno del mondo amatoriale.
In ambito civile è da anni che viene
sfruttato il DMR. Già 3-4 anni fa c'erano radioamatori con delle
Motorola civili riprogrammate in banda amatoriale e vi erano anche
dei ripetitori... ma restava una cosa di nicchia. Poi sono arrivati i
cinesi. Con poca spesa si porta a casa una radio DMR e quindi in
molti tra quelli che si fermavano di fronte al prezzo di una Icom,
Yaesu o Motorola si sono fatti avanti ed è da qualche mese che la
rete DMR HAM cresce a vista d'occhio.
Sono riuscito a “pilotare” un
regalo di compleanno ed ho ricevuto una Retevis UHF con GPS che
questa sera è finalmente stata programmata e collaudata.
Il sistema a prima vista sembra subito
interessante. Sarà ovviamente da approfondire!
domenica 23 ottobre 2016
Lightcase per KX3
Non sono un SOTAro estremo; le mie attivazioni sui monti sono poche e comunque mai impegnative. Rimane comunque il fatto che l'unica parte fastidiosa del fare attività radiantistica in montagna è il peso extra da caricare nello zaino.
Quando ci andavo con Ts-50, accordatore e due batterie al piombo da 9Ah facilmente erano più di 10kg extra. L'acquisto del KX3 e delle batterie LiPo hanno dato un bel taglio al peso dello zaino.
Già da tempo però meditavo sul fatto che il bellissimo case HPRC in cui trasporto usualmente la radio è ottimo ma in verità un po' troppo pesante (poco meno di 1kg vuoto) e che trovando il giusto contenitore in plastica avrei potuto ridurre di parecchio questo peso.
Dopo aver passato parecchi supermercati a prendere misure di vari contenitori per alimenti ho trovato, per caso, una scatola adatta al reparto cucina di Ikea. Ho acquistato il set di scatole da frigo PRUTA (3.99€ per 17 contenitori diversi) in cui il box più grande sembra fatto sulle dimensioni dell'Elecraft. La plastica di cui è fatto è piuttosto fine e non sembra per nulla robusta; nel set ce ne sono 2 di quella dimensione e vista la spesa non sarà eventualmente un dramma andare a sostituirla in caso di eventuale guasto.
Nella scatola c'è spazio anche per qualche accessorio e basta aggiungere qualche pezzo di gommapiuma per fermare gli "sballottamenti" e fare passeggiate tranquille.
Non fidandomi della tenuta ermetica della scatola ho completato la protezione inserendo il tutto in una sacca stagna in nylon proveniente dall'attrezzatura da kayak ed eventualmente reperibile nei vari negozi on-line per pochi €.
Il tutto (scatola + gommapiuma + sacca stagna) pesa 160g, è costato poco, ed una volta infilato il tutto nello zaino - magari in mezzo ai vestiti di ricambio - offre a mio parere un grado di protezione più che sufficiente a farmi passeggiare tranquillo.
Quando ci andavo con Ts-50, accordatore e due batterie al piombo da 9Ah facilmente erano più di 10kg extra. L'acquisto del KX3 e delle batterie LiPo hanno dato un bel taglio al peso dello zaino.
Già da tempo però meditavo sul fatto che il bellissimo case HPRC in cui trasporto usualmente la radio è ottimo ma in verità un po' troppo pesante (poco meno di 1kg vuoto) e che trovando il giusto contenitore in plastica avrei potuto ridurre di parecchio questo peso.
Dopo aver passato parecchi supermercati a prendere misure di vari contenitori per alimenti ho trovato, per caso, una scatola adatta al reparto cucina di Ikea. Ho acquistato il set di scatole da frigo PRUTA (3.99€ per 17 contenitori diversi) in cui il box più grande sembra fatto sulle dimensioni dell'Elecraft. La plastica di cui è fatto è piuttosto fine e non sembra per nulla robusta; nel set ce ne sono 2 di quella dimensione e vista la spesa non sarà eventualmente un dramma andare a sostituirla in caso di eventuale guasto.
Nella scatola c'è spazio anche per qualche accessorio e basta aggiungere qualche pezzo di gommapiuma per fermare gli "sballottamenti" e fare passeggiate tranquille.
Non fidandomi della tenuta ermetica della scatola ho completato la protezione inserendo il tutto in una sacca stagna in nylon proveniente dall'attrezzatura da kayak ed eventualmente reperibile nei vari negozi on-line per pochi €.
Il tutto (scatola + gommapiuma + sacca stagna) pesa 160g, è costato poco, ed una volta infilato il tutto nello zaino - magari in mezzo ai vestiti di ricambio - offre a mio parere un grado di protezione più che sufficiente a farmi passeggiare tranquillo.
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