venerdì 1 aprile 2016
Ari Lecco Contest Team
Dopo una fase embrionale di test e prove durata qualche mese nasce, con presentazione ufficiale all'assemblea ordinaria dei soci di febbraio 2016, il "contest Team" della sezione ARI di Lecco.
Da oggi siamo anche on-line sul sito della sezione:
http://www.arilecco.it/la-sezione/contest-team/
Stay tuned!
lunedì 7 marzo 2016
CW, ma che sudata!
Era da qualche giorno che la sera mi capitava di trovarmi sulle frequenze QRS a lanciare il mio "CQ QRS novice operator" ma purtroppo, grazie alla scarsa efficienza di quei due fili da stendere che oso chiamare antenna, nessuno ha mai risposto.
Tempo fa ascoltavo spesso la sera tra i 7030 ed i 7031 stazioni italiane che trasmettevano a bassa velocità. Da parecchio quelle frequenze sono vuote oppure occupate da stazioni che sparano a raffica per me incomprensibili.
Questa sera, dopo i soliti due o tre tentativi di chiamate in 40 ed 80, sul cluster è apparsa la stazione II1ICS: nominativo speciale di una storica stazione radio costiera della Marina Militare.
Mi sono sintonizzato sulla frequenza, centrato il segnale e cercato di "tirarlo fuori" il più possibile stringendo a soli 200Hz il filtro del KX3 (purtroppo se non si ha un'antenna degna di tale nome le bande basse sono una rumorosissima parte di spettro in cui non è facile neanche fare radioascolto).
La sua velocità è per me ideale, ad occhio direi poco meno di 25 parole/minuto, e la sua manipolazione comprensibilissima.
L'ho seguito un pò fare collegamenti, e visto che i suoi interlocutori viaggiavano tutti a velocità per me abbastanza comprensibili ho deciso di buttarmi e provare a rispondere.
Due tentativi a vuoto in cui sono stato scavalcato da altre stazioni poi finalmente mi ha risposto (seppur con nominativo sbagliato).
La sfortuna vuole che improvvisamente al secondo passaggio si sia manifestato un'intenso QSB per cui non sono più stato in grado di comprendere ciò che trasmetteva. Il segnale che inizialmente sfiorava S9 ora ballava tra i 5 ed i 3 annegando e riemergendo dal rumore di fondo.
Gli ho ritrasmesso due volte il mio nominativo perchè purtroppo non aveva copiato correttamente il mio suffisso e dopo un suo passaggio in cui purtroppo, lo ammetto, non sono riuscito a capire NIENTE ho deciso di chiudere con un "II1ICS de IZ2YWI 5nn tnx QSO 73 73".
Sono riuscito a cogliere l'inconfondibile sonorità di un 73 di risposta.
Spero solo mi abbia messo a log con il nominativo corretto!
Domani la QSL parte per via diretta, con sul retro il doveroso ringraziamento per la pazienza.
SETUP:
RTX: Elecraft KX3
ANT: Windom corta (7Mhz) buttata fuori dalla finestra
KEY: Verticale cecoslovacco
PWR: 12W
In generale direi che poteva andare meglio, molto meglio. Ma comunque arrivare qui è stata un'impresa titanica. Mesi e mesi (o dovrei dire anni :D ) col morse trainer sul cellulare; Il trauma non ancora superato (e che forse non supererò mai) di passare dall'ascolto di un segnale perfetto generato da un pc a quello generato dall'uomo in cui sono più le cose che mi perdo di quelle che decodifico; il capire come si manipola un tasto verticale.
La radiotelegrafia (quella fatta SENZA computer) non è un hobby semplice. Da autodidatti dietro ogni piccolo passo c'è tanto lavoro, tanto studio, tanto ascolto ed un quantitativo industriale di errori e risultati di esercizi da strapparsi i capelli.
Il primo QSO è stato un disastro; la nota positiva è che il prossimo, fra tante e tante ore di ascolto quando avrò la fortuna di trovare un'altra stazione ideale, potrà solo andare meglio!
Tempo fa ascoltavo spesso la sera tra i 7030 ed i 7031 stazioni italiane che trasmettevano a bassa velocità. Da parecchio quelle frequenze sono vuote oppure occupate da stazioni che sparano a raffica per me incomprensibili.
Questa sera, dopo i soliti due o tre tentativi di chiamate in 40 ed 80, sul cluster è apparsa la stazione II1ICS: nominativo speciale di una storica stazione radio costiera della Marina Militare.
Mi sono sintonizzato sulla frequenza, centrato il segnale e cercato di "tirarlo fuori" il più possibile stringendo a soli 200Hz il filtro del KX3 (purtroppo se non si ha un'antenna degna di tale nome le bande basse sono una rumorosissima parte di spettro in cui non è facile neanche fare radioascolto).
La sua velocità è per me ideale, ad occhio direi poco meno di 25 parole/minuto, e la sua manipolazione comprensibilissima.
L'ho seguito un pò fare collegamenti, e visto che i suoi interlocutori viaggiavano tutti a velocità per me abbastanza comprensibili ho deciso di buttarmi e provare a rispondere.
Due tentativi a vuoto in cui sono stato scavalcato da altre stazioni poi finalmente mi ha risposto (seppur con nominativo sbagliato).
La sfortuna vuole che improvvisamente al secondo passaggio si sia manifestato un'intenso QSB per cui non sono più stato in grado di comprendere ciò che trasmetteva. Il segnale che inizialmente sfiorava S9 ora ballava tra i 5 ed i 3 annegando e riemergendo dal rumore di fondo.
Gli ho ritrasmesso due volte il mio nominativo perchè purtroppo non aveva copiato correttamente il mio suffisso e dopo un suo passaggio in cui purtroppo, lo ammetto, non sono riuscito a capire NIENTE ho deciso di chiudere con un "II1ICS de IZ2YWI 5nn tnx QSO 73 73".
Sono riuscito a cogliere l'inconfondibile sonorità di un 73 di risposta.
Spero solo mi abbia messo a log con il nominativo corretto!
Domani la QSL parte per via diretta, con sul retro il doveroso ringraziamento per la pazienza.
SETUP:
RTX: Elecraft KX3
ANT: Windom corta (7Mhz) buttata fuori dalla finestra
KEY: Verticale cecoslovacco
PWR: 12W
In generale direi che poteva andare meglio, molto meglio. Ma comunque arrivare qui è stata un'impresa titanica. Mesi e mesi (o dovrei dire anni :D ) col morse trainer sul cellulare; Il trauma non ancora superato (e che forse non supererò mai) di passare dall'ascolto di un segnale perfetto generato da un pc a quello generato dall'uomo in cui sono più le cose che mi perdo di quelle che decodifico; il capire come si manipola un tasto verticale.
La radiotelegrafia (quella fatta SENZA computer) non è un hobby semplice. Da autodidatti dietro ogni piccolo passo c'è tanto lavoro, tanto studio, tanto ascolto ed un quantitativo industriale di errori e risultati di esercizi da strapparsi i capelli.
Il primo QSO è stato un disastro; la nota positiva è che il prossimo, fra tante e tante ore di ascolto quando avrò la fortuna di trovare un'altra stazione ideale, potrà solo andare meglio!
martedì 5 gennaio 2016
IAC -Italian Activity Contest 2016
Oggi (anzi, ormai ieri) è iniziata una nuova avventura.
Siamo entrati nello IAC.
Questo non è un contest come gli altri, in cui impegni uno o due giorni al massimo nel week-end e poi finisce. Non ti ci puoi dedicare stile mordi e fuggi anche solo pochi minuti, magari perchè hai acceso la radio per caso, e non ti ricordavi che c'era quel contest, e decidi di passare due o tre rapporti giusto per inviare il log.
Partecipare allo IAC vuol dire prendere l'impegno, per i 144Mhz, la sera di ogni primo martedì del mese di trovare un posto adatto a fare attività VHF, montare antenna direttiva su palo, partecipare a quattro intense ore di attivita per poi smontare tutto quando ormai è notte. Nei giorni successivi sistemare il log, trascriverlo su file e controllarlo con gli appunti sui pezzi di carta.
Dopo aver fatto SWL nella data dello scorso dicembre per capire che aria tirava con altri amici della sezione ARI di Lecco abbiamo deciso di partecipare in questo 2016.
Non siamo degli incalliti contester; a dire il vero abbiamo una visione tutta nostra ed alquanto anomala del lato "agonistico" del mondo radioamatoriale. E questa nostra visione si sposa bene coi contest italiani, meglio se in 144. E lo IAC, che è uno dei più anomali tra i contest nostrani in VHF, è un'ottima occasione per metterci alla prova, sperimentare, provare e vedere quali risultati possiamo raggiungere nel lungo tempo facendo esperienza di una certa costanza nel fare attività -cosa che ci manca- e che può solo portarci a migliorare di molto la gestione del setup e la sua ottimizzazione in relazione alle variabili in gioco (stagione, meteo, quota, risorse disponibili, logistica,...).
Il primo appuntamento si è concluso da pochissimo. Per l'occasione abbiamo optato per una, forse meno etica, stazione multioperatore in cui ogni singolo OM passava il proprio indicativo.
Setup:
ANT: Yagi 10 el. Diamond a 6m da terra alimentata da 10m di Aircel5
RTX: per la prima parte Yaesu ft-857 (PWR: 50W); per la seconda parte Elecraft KX3 (PWR:3W)
LOG: direttamente su PC con software QARtest
ALIM: generatore a benzina, alimentatore stabilizzato 220-12v per 857, batteria LiPO per KX3
Ci siamo tutti stupiti nel notare il fatto che il nostro "raggio di azione" non è minimamente variato nel passare dai 50W dell'857 ai miseri 3 del KX3.
Per le prossime date la configurazione e l'approccio del team sicuramente cambierà in maniera da atattarsi, di volta in volta, alle esigenze di tutti. Anche i partecipanti dovrebbero aumentare dai 3 di oggi.
Buon IAC a tutti!
Siamo entrati nello IAC.
Questo non è un contest come gli altri, in cui impegni uno o due giorni al massimo nel week-end e poi finisce. Non ti ci puoi dedicare stile mordi e fuggi anche solo pochi minuti, magari perchè hai acceso la radio per caso, e non ti ricordavi che c'era quel contest, e decidi di passare due o tre rapporti giusto per inviare il log.
Partecipare allo IAC vuol dire prendere l'impegno, per i 144Mhz, la sera di ogni primo martedì del mese di trovare un posto adatto a fare attività VHF, montare antenna direttiva su palo, partecipare a quattro intense ore di attivita per poi smontare tutto quando ormai è notte. Nei giorni successivi sistemare il log, trascriverlo su file e controllarlo con gli appunti sui pezzi di carta.
Dopo aver fatto SWL nella data dello scorso dicembre per capire che aria tirava con altri amici della sezione ARI di Lecco abbiamo deciso di partecipare in questo 2016.
Non siamo degli incalliti contester; a dire il vero abbiamo una visione tutta nostra ed alquanto anomala del lato "agonistico" del mondo radioamatoriale. E questa nostra visione si sposa bene coi contest italiani, meglio se in 144. E lo IAC, che è uno dei più anomali tra i contest nostrani in VHF, è un'ottima occasione per metterci alla prova, sperimentare, provare e vedere quali risultati possiamo raggiungere nel lungo tempo facendo esperienza di una certa costanza nel fare attività -cosa che ci manca- e che può solo portarci a migliorare di molto la gestione del setup e la sua ottimizzazione in relazione alle variabili in gioco (stagione, meteo, quota, risorse disponibili, logistica,...).
Il primo appuntamento si è concluso da pochissimo. Per l'occasione abbiamo optato per una, forse meno etica, stazione multioperatore in cui ogni singolo OM passava il proprio indicativo.
Setup:
ANT: Yagi 10 el. Diamond a 6m da terra alimentata da 10m di Aircel5
RTX: per la prima parte Yaesu ft-857 (PWR: 50W); per la seconda parte Elecraft KX3 (PWR:3W)
LOG: direttamente su PC con software QARtest
ALIM: generatore a benzina, alimentatore stabilizzato 220-12v per 857, batteria LiPO per KX3
Ci siamo tutti stupiti nel notare il fatto che il nostro "raggio di azione" non è minimamente variato nel passare dai 50W dell'857 ai miseri 3 del KX3.
Per le prossime date la configurazione e l'approccio del team sicuramente cambierà in maniera da atattarsi, di volta in volta, alle esigenze di tutti. Anche i partecipanti dovrebbero aumentare dai 3 di oggi.
Buon IAC a tutti!
mercoledì 30 dicembre 2015
La lavatrice non lava più bene...colpa del RADIOAMATORE
Ieri sera, per caso, ho visto su Striscia la Notizia un servizio nel quale i cittadini di una città -non ricordo dove- lamentavano il fatto che da un mese non riuscivano ad aprire le automobili col telecomando.
Mi sono incuriosito quando, durante le interviste, si sono soffermati a parlare con il personale di Croce Rossa che lamentava oltretutto l'impossibilità di inviare e ricevere selettive dalla sala operativa 118.
Dopo un'inchiesta in cui, nelle immagini, si vedeva un analizzatore di spettro e gli inviati di striscia giocare con un'antenna logaritmica si è trovato il colpevole.
Un RADIOAMATORE! OM che ha accoltro in casa la troupe televisiva mostrando il suo shack ed il suo parco antenne. Il corpo del reato è stato individuato presto: un veicolare bibanda FM che in UHF erogherà la fantasmagorica potenza di 30-40W, il display mostrava la frequenza di 433.000.
Per dare a Cesare quel che è di Cesare c'è da dire che hanno chiaramente detto che il tutto era assolutamente regolare ed autorizzato.
Ora, che i circuiti di apertura-chiusura delle automobili non siano dotati di ricevitori con un buon filtraggio e che possano risentire di disturbi con segnali "forti" vicini ci può anche stare, ci posso credere.
Ma c'è qualcosa che non torna. Il radioamatore risultava avere al massimo 50W in un'antenna verticale multibanda dal modesto guadagno. E in queste condizioni non credo si possano verificare i problemi di cui sopra. Capita spesso di trovarsi in giro a fare attività in portatile in condizioni di RF molto più "impegnative" e non mi risulta di aver mai notato o aver ricevuto notizie di problemi simili. Per avere ripercussioni su un'intera città direi che il caro radioamatore deve aver nascosto sotto il letto degli amplificatori degni di erogare tanti Kilowatt da far impallidire i tralicci delle radio broadcasting. Oltretutto mi son chiesto: ma questo signore quando fa attività se ne sta le ore col PTT schiacciato?
La seconda domanda che mi pongo è: col cinesissimo baofeng bisogna avvicinarsi, e di molto, ai tralicci di Valcava per avere difficoltà (battimenti-intermodulazione) tale da render la radio paradossalmente sorda. Con una radio di "un certo livello" anche nelle vicinanze di forti segnali si riesce comunque a ricevere segnali che non siano a pelo di QRM.
Ma il servizio 118 di quella zona come apparecchiature radio cosa usa per farsi disturbare da 50W a 433? Dei ricevitori a galena?
Fortunatamente si è trovata la soluzione al problema: è bastata girare la manopola fino a 435 per azzerare completamente i disturbi.
E' da ieri che ci penso. Alla ricerca di una spiegazione logica.
Se qualcuno ha idee che possano dissolvere questi dubbi si faccia avanti!
sabato 21 novembre 2015
KX3 Firmware update
Dopo un'incontro con il mitico Carlo Bianconi qualcuno festeggia l'acquisto di un KX3 nuovo fiammante.
Io festeggio il primo aggiornamento firmware.
In realtà avevo ignorato il consiglio di aggiornalo più di una volta...per cui il file con le migliorie apportate da questo upgrade è molto lungo.
Ci metterò un pò di giorni a leggerlo.
mercoledì 18 novembre 2015
Valige stagne Low Cost
Tempo fa cercavo qualcosa che offrisse protezione alle mie apparecchiature HAM, in particolar modo al KX3. Mi sono messo su Google alla ricerca delle valige stagne.
Le più famose sono le Pelican, marchio che si associa a questo tipo di prodotto, ma le alternative non mancano: HPRC ed ExploreCase godono della stessa reputazione del marchio a stelle e strisce e sono "made in Italy".
Per tutte i prezzi sono molto simili: parliamo -per una valigetta da 3-5 lt- di una spesa che si aggira tra i 60 ed i 100€.
I prodotti presi in considerazione sono certificati IP67 (Totalmente protetto dalla polvere e da immersione temporanea) ed anti-urto.
Un radioamatore mi ha consigliato i prodotti della ditta Panaro (anche questa italiana) che offre le stesse prestazioni a prezzi molto inferiori. Non sono per nulla facili da trovare su internet se non presso pochi negozi che trattano strumenti musicali.
Io, insospettito da un prezzo che forse neanche uno store asiatico riuscirebbe a fare su un prodotto che deve garantire la massima affidabilità, e vista la scarsa diffusione, ho optato per una HPRC 2100. Consideriamo che un'eventuale danno al suo contenuto mi sarebbe costato come un'intera serie di HPRC.
Ora con l'arrivo del kayak, pianificando di portarmi appresso materiale radio, avevo la necessità di acquistare altri contenitori di questo tipo ed ho deciso di dare una chance ai prodotti della Plasticha Panaro. Con soli 18€ su un noto sito di acquisti si può avere la valigetta più piccola (MAX235, che supera di poco le dimansioni della HPRC2100) vuota.
La costruzione, le parti mobili ed i materiali sono molto simili ai prodotti delle altre marche. Ad un primo esame viene molto difficile capire perchè costino così poco (o perchè le altre siano così care).
Non ho resistito dalla tenzazione di metterla subito alla prova: l'ho riempita di sassi e messa a mollo nella vasca da bagno (con 4kg ancora galleggia). Dopo un'ora di bagno mi sono soppesato ripetutamente su di essa facendo flettere il coperchio e causando la fuoriuscita di numerose bollicine di aria dalla valvola di compensazione della pressione. Alchuni fazzoletti di cata messi al suo interno sul perimetro della chiusura e nelle immediate vicinanze della valvola ne sono usciti senza neanche una minima traccia di acqua.
Per ora questo prodotto è promosso e consigliato! Vedremo se negli anni riuscirà a garantire l'efficienza del sistema di chiusura come i prodotti di prezzo superiore.
Nelle foto in blu la HPRC 2100 con interni in schiuma destinata al KX3, in trasparente la Panaro MAX235.
Le più famose sono le Pelican, marchio che si associa a questo tipo di prodotto, ma le alternative non mancano: HPRC ed ExploreCase godono della stessa reputazione del marchio a stelle e strisce e sono "made in Italy".
Per tutte i prezzi sono molto simili: parliamo -per una valigetta da 3-5 lt- di una spesa che si aggira tra i 60 ed i 100€.
I prodotti presi in considerazione sono certificati IP67 (Totalmente protetto dalla polvere e da immersione temporanea) ed anti-urto.
Un radioamatore mi ha consigliato i prodotti della ditta Panaro (anche questa italiana) che offre le stesse prestazioni a prezzi molto inferiori. Non sono per nulla facili da trovare su internet se non presso pochi negozi che trattano strumenti musicali.
Io, insospettito da un prezzo che forse neanche uno store asiatico riuscirebbe a fare su un prodotto che deve garantire la massima affidabilità, e vista la scarsa diffusione, ho optato per una HPRC 2100. Consideriamo che un'eventuale danno al suo contenuto mi sarebbe costato come un'intera serie di HPRC.
Ora con l'arrivo del kayak, pianificando di portarmi appresso materiale radio, avevo la necessità di acquistare altri contenitori di questo tipo ed ho deciso di dare una chance ai prodotti della Plasticha Panaro. Con soli 18€ su un noto sito di acquisti si può avere la valigetta più piccola (MAX235, che supera di poco le dimansioni della HPRC2100) vuota.
La costruzione, le parti mobili ed i materiali sono molto simili ai prodotti delle altre marche. Ad un primo esame viene molto difficile capire perchè costino così poco (o perchè le altre siano così care).
Non ho resistito dalla tenzazione di metterla subito alla prova: l'ho riempita di sassi e messa a mollo nella vasca da bagno (con 4kg ancora galleggia). Dopo un'ora di bagno mi sono soppesato ripetutamente su di essa facendo flettere il coperchio e causando la fuoriuscita di numerose bollicine di aria dalla valvola di compensazione della pressione. Alchuni fazzoletti di cata messi al suo interno sul perimetro della chiusura e nelle immediate vicinanze della valvola ne sono usciti senza neanche una minima traccia di acqua.
Per ora questo prodotto è promosso e consigliato! Vedremo se negli anni riuscirà a garantire l'efficienza del sistema di chiusura come i prodotti di prezzo superiore.
Nelle foto in blu la HPRC 2100 con interni in schiuma destinata al KX3, in trasparente la Panaro MAX235.
venerdì 13 novembre 2015
KX3 o non KX3???
Capita ultimamente di discutere con un amico radioamatore, attivatore SOTA, di cui invidio parecchio le grandi conoscienze nel campo dell'elettronica delle qualità del KX3.
Siamo due radioamatori differenti, lui molto tecnico, mi spiega pregi e difetti dell'architettura della radio schema a blocchi e datasheet vari alla mano; io, più pratico, parlo di vesatilità, funzioni e azzardo qualche timido paragone con le altre poche radio che conosco.
Queste discussioni mi hanno fatto tornare in mente i dubbi che avevo quando cercavo un RTX per le attivita in QRP/P. Stessi dubbi che vengono a tutti quando si deve fare questa scelta.
La cosa che più mi preoccupa, in vista di un esporso economico non indifferente, è la carenza di opinioni o recensioni che giudicassi obiettive ed attendibili.
Si sa, tutti gli OM hanno la loro marca preferita, e la difendono a spada tratta come i tifosi più sfegatati di una squadra di calcio enfatizzandone i pregi e sminuendo i difetti.
Se tiriamo in ballo ELECRAFT questo comportamento è esasperato ai massimi livelli. Con detrattori che, si capisce, spesso parlano senza che un Elecraft l'abbiano mai visto ed estimatori estremisti che sbandierano numeri e risultati di test di laboratorio che i radioamatori comuni neanche sanno come interpretare.
Fare una scelta in queste condizioni, senza aver la possibilità di provare la radio per un certo periodo di tempo è molto difficile.
La scelta in realtà è limitata... tolti di torno i classici quadribanda da 100W in HF che molti utilizzano (vedi i vari 857, 706 e simili) che hanno la caratteristica di pesare come mattoni ed essere abbastanza avidi di corrente anche in low power la scelta non è poi molta. Se oltretutto eliminiamo dalla lista un rtx cinese ed il promettente FDM-Duo che incuriosisce molto, promette performance più che ottime ed è made in Italy ma è più indirzzato all'uso domestico rispetto al /p la scelta è praticamente un duello.
C'è lo Yaesu 817. Un rapporto qualità prezzo invidiabile, migliaia di utilizzatori soddisfatti in tutto il mondo e la fama di essere indistruttibile.
Il progetto è vecchiotto; non è proprio una tecnologia "al passo coi tempi". Ma rimane comunque il candidato ideale.
L'Elecraft, in configurazione base, costa più del doppio. Ma è un SDR (anche se forse un pò ibrido), la tecnoloia che rappresenta il futuro della radio, un pò come quando dalla valvola si passò al transistor e ad un certo punto tutto ciò che c'era prima diventa obsoleto. La filosofia della casa americana è che la radio te la costruisci tu. Per cui se vuoi sfruttare a pieno le potenzialità dell'ottimo ricevitore ci vuole il roofing filter...che manco so esattamente come funziona ma sono tanti €, per i 144 ci vuole un mini transverter che eroga solo 3W ed anche lui costa tanti €,e così via per una discreta quantità di accessori che hanno l'indubbio pregio di fare in modo che l'OM si possa costruire la radio "su misura" rispetto alle sue esigenze ma che con una facilità disarmante arrivano a raddoppiare il prezzo iniziale che già ci sembrava insensatamente alto.
Il dilemma più grande, una volta deciso di voler fare il grande salto di qualità verso questa nuova e performante tecnologia è se poi ben si adatterà all'uso che voglio farne: all'aria aperta, trasportato in uno zaino.
Ho rivolto questo dubbio al venditore. La risporta è stata decisa: "Ci è nato per fare quelle cose!" ha esclamato ciucciando un mezzo Antico toscano. Sono naturalmente predisposto a credere sulla parola quello che un amante del nostro buon sigaro dice ma si sa, chiedere all'oste se il vino è buono è poco saggio anche se, a dire il vero, il personaggio in questione è noto per essere onesto e sincero. Inoltre un altro OM mi ha messo in guardia dicendomi: "prova a fare una ricarca su google immagini, dell'817 trovi tutte foto di attivazioni all'aria aperta, anche in situazioni difficili, del KX3 solo foto su pregiati tavoli in noce".
La decisione alla fine è stata presa all'ultimo, assecondando la curiosità, quando ho visto un KX3 configurato esattamente come piaceva a me ancora in garanzia a metà prezzo.
Ho incontrato il venditore, un simpatico OM vecchio stampo di quelli che prova tutte le novità ma poi se ne libera per far spazio alla radio successiva. Presa visione della radio, e della maniacale cura con cui aveva conservato imballi, manuali e documenti di radio ed accessori. Ancor più mi ha rincuorato vedere che l'assemblaggio ed il collaudo era stato fatto dal noto e competente importatore/venditore e che vi erano tutti i documenti in regola per ritenere ancora in piena validità la garanzia.
Da sei mesi sono un felice possessore di KX3:
Roofing filter;
Accordatore;
Transverter 144;
Maniglie laterali protettive;
Microfono non originale e cavetteria varia al completo.
Cosa ne penso? Al prossimo post!
Siamo due radioamatori differenti, lui molto tecnico, mi spiega pregi e difetti dell'architettura della radio schema a blocchi e datasheet vari alla mano; io, più pratico, parlo di vesatilità, funzioni e azzardo qualche timido paragone con le altre poche radio che conosco.
Queste discussioni mi hanno fatto tornare in mente i dubbi che avevo quando cercavo un RTX per le attivita in QRP/P. Stessi dubbi che vengono a tutti quando si deve fare questa scelta.
La cosa che più mi preoccupa, in vista di un esporso economico non indifferente, è la carenza di opinioni o recensioni che giudicassi obiettive ed attendibili.
Si sa, tutti gli OM hanno la loro marca preferita, e la difendono a spada tratta come i tifosi più sfegatati di una squadra di calcio enfatizzandone i pregi e sminuendo i difetti.
Se tiriamo in ballo ELECRAFT questo comportamento è esasperato ai massimi livelli. Con detrattori che, si capisce, spesso parlano senza che un Elecraft l'abbiano mai visto ed estimatori estremisti che sbandierano numeri e risultati di test di laboratorio che i radioamatori comuni neanche sanno come interpretare.
Fare una scelta in queste condizioni, senza aver la possibilità di provare la radio per un certo periodo di tempo è molto difficile.
La scelta in realtà è limitata... tolti di torno i classici quadribanda da 100W in HF che molti utilizzano (vedi i vari 857, 706 e simili) che hanno la caratteristica di pesare come mattoni ed essere abbastanza avidi di corrente anche in low power la scelta non è poi molta. Se oltretutto eliminiamo dalla lista un rtx cinese ed il promettente FDM-Duo che incuriosisce molto, promette performance più che ottime ed è made in Italy ma è più indirzzato all'uso domestico rispetto al /p la scelta è praticamente un duello.
C'è lo Yaesu 817. Un rapporto qualità prezzo invidiabile, migliaia di utilizzatori soddisfatti in tutto il mondo e la fama di essere indistruttibile.
Il progetto è vecchiotto; non è proprio una tecnologia "al passo coi tempi". Ma rimane comunque il candidato ideale.
L'Elecraft, in configurazione base, costa più del doppio. Ma è un SDR (anche se forse un pò ibrido), la tecnoloia che rappresenta il futuro della radio, un pò come quando dalla valvola si passò al transistor e ad un certo punto tutto ciò che c'era prima diventa obsoleto. La filosofia della casa americana è che la radio te la costruisci tu. Per cui se vuoi sfruttare a pieno le potenzialità dell'ottimo ricevitore ci vuole il roofing filter...che manco so esattamente come funziona ma sono tanti €, per i 144 ci vuole un mini transverter che eroga solo 3W ed anche lui costa tanti €,e così via per una discreta quantità di accessori che hanno l'indubbio pregio di fare in modo che l'OM si possa costruire la radio "su misura" rispetto alle sue esigenze ma che con una facilità disarmante arrivano a raddoppiare il prezzo iniziale che già ci sembrava insensatamente alto.
Il dilemma più grande, una volta deciso di voler fare il grande salto di qualità verso questa nuova e performante tecnologia è se poi ben si adatterà all'uso che voglio farne: all'aria aperta, trasportato in uno zaino.
Ho rivolto questo dubbio al venditore. La risporta è stata decisa: "Ci è nato per fare quelle cose!" ha esclamato ciucciando un mezzo Antico toscano. Sono naturalmente predisposto a credere sulla parola quello che un amante del nostro buon sigaro dice ma si sa, chiedere all'oste se il vino è buono è poco saggio anche se, a dire il vero, il personaggio in questione è noto per essere onesto e sincero. Inoltre un altro OM mi ha messo in guardia dicendomi: "prova a fare una ricarca su google immagini, dell'817 trovi tutte foto di attivazioni all'aria aperta, anche in situazioni difficili, del KX3 solo foto su pregiati tavoli in noce".
La decisione alla fine è stata presa all'ultimo, assecondando la curiosità, quando ho visto un KX3 configurato esattamente come piaceva a me ancora in garanzia a metà prezzo.
Ho incontrato il venditore, un simpatico OM vecchio stampo di quelli che prova tutte le novità ma poi se ne libera per far spazio alla radio successiva. Presa visione della radio, e della maniacale cura con cui aveva conservato imballi, manuali e documenti di radio ed accessori. Ancor più mi ha rincuorato vedere che l'assemblaggio ed il collaudo era stato fatto dal noto e competente importatore/venditore e che vi erano tutti i documenti in regola per ritenere ancora in piena validità la garanzia.
Da sei mesi sono un felice possessore di KX3:
Roofing filter;
Accordatore;
Transverter 144;
Maniglie laterali protettive;
Microfono non originale e cavetteria varia al completo.
Cosa ne penso? Al prossimo post!
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